INTERVISTA ALLE AGGREGAZIONI LAICALI: LA COMUNITA’ DI S. EGIDIO

La seconda intervista è rivolta alla COMUNITA’ DI S. EGIDIO. Risponde la Dr.ssa Alessia Pesaresi, responsabile regionale

D. Quali sono i fini e/o gli obiettivi della sua aggregazione?

La Comunità di Sant’Egidio nella preghiera quotidiana e nel servizio ai poveri cerca di vivere nelllo Spirito del Concilio Vaticano II: “Chiesa di tutti e particolarmente dei poveri”. Nell’amore per i poveri comunica la buona notizia del Vangelo a chi è’ più lontano, povero e solo.
In questo tempo difficile nel quale risuonano le parole gridate a Gesù sotto la croce: ” Salva te stesso”, avvertiamo l’urgenza di far conoscere a molti la bellezza dell’amore del Signore che ha dato la vita per i suoi amici. La crisi infatti si supera insieme scoprendo ogni giorno che c’è “più gioia nel dare che nel ricevere”. Insieme: la grande famiglia di Dio, dove si confonde chi aiuta con chi è’ aiutato.

D. Quali attività avete realizzato nell’ultimo anno e quali iniziative avete programmato ?

Il centro Maria Iurato per italiani e stranieri, dove ogni sabato si distribuiscono i pacchi spesa, e’ un luogo familiare, accogliente. Ed ogni sera ci si ritrova per la preghiera perché nell’ascolto della Parola di Dio troviamo la forza e quella speranza che nessuno ci può “rubare”.Dal mese di ottobre 2012 il Centro Maria Iurato e’ aperto anche tutte le mattine dalle 9.00 alle 14.00 a tutti gli anziani che desiderano ritrovarsi insieme. Diverse attività si svolgono nel corso della mattina che si conclude con un pranzo! Gli anziani sono una risorsa ed una sfida per la Sicilia.

D. Come vivete il rapporto con la Consulta delle aggregazioni laicali?

La Consulta e’ uno spazio opportuno per riflettere insieme sulla nostra città e sul mondo, per trovare le risposte necessarie all’uomo ed alla donna del nostro tempo. Figli della Madre Chiesa ci sentiamo in profonda comunione con tutti i fratelli che in questa città operano per costruire un futuro più bello e pacificato.

INTERVISTA ALLE AGGREGAZIONI LAICALI: IL M.E.I.C.

La prima intervista è rivolta al MEIC di Messina (Movimento Ecumenico di Impegno Culturale).
Risponde il suo Presidente Prof. Luigi D’Andrea

D. Quali sono i fini e/o gli obiettivi della sua aggregazione?

Il MEIC intende coniugare virtuosamente l’esperienza di fede in Cristo morto e risorto e la dimensione culturale (che pervade ogni ambito della vita umana), nella consapevolezza che una fede non pensata con le categorie della ragione umana, non mediata nelle forme della cultura del nostro tempo, non adottata quale criterio per giudicare e magari sconvolgere gli schemi culturali e gli atteggiamenti diffusi nel contesto sociale e spesso si direbbe imposti dalla moda o dal pensiero prevalente, non è una fede pienamente vissuta.

D. Quali attività avete realizzato nell’ultimo anno e quali iniziative avete programmato ?

Nell’ultimo anno abbiamo promosso incontri di lectio divina (esperienza che ormai da molti anni ci appartiene, alimentando e qualificando il nostro cammino ecclesiale), abbiamo promosso incontri biblici (prima sulla Genesi e adesso sull’Esodo), abbiamo organizzato incontri di riflessione sul rapporto tra il mondo cattolico e la politica nel nostro Paese, nonché su alcune figure appartenenti al cattolicesimo liberale italiano del secolo scorso (quale Carlo Arturo Jemolo), a partire dalle riflessioni proposte in libri recentemente pubblicati.

D. Come vivete il rapporto con la Consulta delle aggregazioni laicali?

Cerchiamo di mantenere un rapporto stretto con Consulta delle aggregazioni laicali, apprezzandone assai il cammino avviato nel corso degli ultimi anni; siamo certamente agevolati dalla fortunata circostanza che Dino Calderone, Segretario della Consulta delle aggregazioni laicali, appartiene al MEIC messinese! Comunque auspichiamo ulteriori occasioni di incontro dei membri delle aggregazioni laicali per animare (o ravvivare …) il dialogo tra i laici che sono nella nostra diocesi intorno al contributo che possiamo e dobbiamo offrire all’intera città.

UN BICCHIERE DI ACQUA FRESCA

UN BICCHIERE DI ACQUA FRESCA
Cronache da una Russia solidale e sconosciuta
di Ljudmila Ulickaja
traduzione di Giorgia Pomarolli
pagg.164, euro 15.00 – vendita solo online, incluse spese di spedizione
Edizioni Osiride – “Aiutateci a salvare i bambini”
Non è un romanzo. Ma il romanzo di vite improvvisamente sconvolte dall’irrompere della malattia. La più
nota scrittrice russa contemporanea racconta la sofferenza e la solidarietà. Essa stessa un giorno membro di
quel Gruppo di volontariato “Padre Aleksandr Men’” che dal 1989 ha operato presso la più importante clinica
pediatrica della Federazione Russa, la Clinica RDKB di Mosca.
“Aleksandra Men’ – sottolinea Ennio Bordato nella sua prefazione – faceva parte di quell’esiguo gruppo di
personalità russe che hanno prodotto una nuova e, per alcuni versi, inedita coscienza civile durante la
tremenda fase del passaggio dall’URSS alla Russia” e pone accanto al nome dell’autorevole sacerdote
ortodosso le figure di Aleksandr Solzeničyn, Mstislav Rostropovič (anche lui grande amico dei bambini della
Clinica RDKB) e Andrej Sacharov.
Il gruppo Aleksandr Men’ è stato certamente un pioniere in Russia della cosiddetta società civile, ha agito
lontano dalle quinte dei riflettori, ha alleviato sofferenze ed ha letteralmente salvato tante vite umane. Su
questo gruppo la Onlus italiana “Aiutateci a salvare i bambini” ha voluto “scommettere” iniziando dal 2001
ad operare a favore dell’infanzia russa. Ed è stato così che si sono scritte pagine e pagine di solidarietà senza
confini.
Il libro della Ulickaja, pubblicato in Russia nel 2009 col titolo “Čelovek popal v bol’nicy”, esce oggi in Italia
grazie alla stessa “Aiutateci a salvare i bambini onlus” alla quale la scrittrice russa ha ceduto i diritti. Tutti
benefici della vendita andranno a favore delle iniziative dell’Associazione; la vendita, al fine di ottimizzare i
ricavati, avverrà esclusivamente on line. Ordinativi: info@aiutateciasalvareibambini.org oppure
http://www.osiride.it.

“Manca il respiro. Un prete e un laico riflettono sulla Chiesa italiana”

XERES SAVERIO, CAMPANINI GIORGIO, “Manca il respiro. Un prete e un laico riflettono sulla Chiesa italiana”, Ancora, 2011, pp. 144

È una sensazione condivisa, di questi tempi, nelle nostre comunità cristiane: un senso di oppressione, quasi mancasse il respiro. Come per una Chiesa piuttosto in affanno, fino ad avere il “fiato corto”. Si attribuisce spesso l’inizio di tutti i mali presenti alla svolta segnata dal concilio Vaticano II, ma è una tesi non giustificata. Se ci fu un momento in cui il respiro della Chiesa si fece ampio, fu proprio quello: ricuperando le dimenticate profondità della Scrittura e della Tradizione, riattivando i legami con le altre Chiese cristiane, aprendo le finestre verso un mondo in fermento. Si era tornati, insomma, a respirare a pieni polmoni, utilizzando le molteplici risorse che lo Spirito mette a disposizione del Corpo di Cristo. Poi, per una serie di motivi che qui, almeno in parte, si cerca di individuare e documentare, si ebbe forse timore di osare troppo, impauriti, come l’apostolo Pietro, per un vento che soffiava forte. E ci si è rassegnati ad un piccolo cabotaggio, in un rassicurante andirivieni tra una sponda e l’altra. Eppure il vento soffia ancora.

“I laici dopo il Concilio. Quale autonomia?”

MILITELLO CETTINA (A cura di) “I laici dopo il Concilio. Quale autonomia?”, EDB, 2012, pp. 160

A 50 anni dal Vaticano II occorre da parte dei laici e delle stesse comunità cristiane un serio esame di coscienza ecclesiale, riprendendo in mano il Concilio, rileggendolo in modo non superficiale. Accanto a ciò si rende indispensabile una ripresa dell’azione formativa dei laici e una nuova valorizzazione dell’associazionismo. Il volume raccoglie i contributi offerti sul tema da studiosi diversi ai quali è stato chiesto di riflettere su alcuni precisi passaggi del percorso conciliare. Lo sforzo si concentra soprattutto sull’identità-autonomia laicale.

IL MOVIMENTO APOSTOLICO CIECHI

Il MAC promuove la formazione cristiana dei soci affinché realizzino relazioni di reciprocità e di fraterna comunione sviluppando un confronto responsabile con la cecità e si pongano a servizio di quanti, in Italia e nel mondo, a motivo della Minorazione, si trovino in situazioni di svantaggio. Affinché siano rimosse le cause di esclusione e siano promossi servizi che favoriscano la partecipazione e l’integrazione di tutte le persone nella Chiesa e nella società.

Il MAC si impegna perché sia favorita la cooperazione tra i popoli e si realizzi una migliore qualità della vita dei non vedenti dei paesi poveri del mondo.

La sede del MAC: Viale San Martino, 338 c/o Istituto Don Orione, 98121 MESSINA, Tel. 0902932046

Legale rappresentante: Sig.ra Elisabetta Stefanizzi La Rosa

e-mail: messinamac@virgilio.it