IL MOVIMENTO APOSTOLICO CIECHI

Il MAC promuove la formazione cristiana dei soci affinché realizzino relazioni di reciprocità e di fraterna comunione sviluppando un confronto responsabile con la cecità e si pongano a servizio di quanti, in Italia e nel mondo, a motivo della Minorazione, si trovino in situazioni di svantaggio. Affinché siano rimosse le cause di esclusione e siano promossi servizi che favoriscano la partecipazione e l’integrazione di tutte le persone nella Chiesa e nella società.

Il MAC si impegna perché sia favorita la cooperazione tra i popoli e si realizzi una migliore qualità della vita dei non vedenti dei paesi poveri del mondo.

La sede del MAC: Viale San Martino, 338 c/o Istituto Don Orione, 98121 MESSINA, Tel. 0902932046

Legale rappresentante: Sig.ra Elisabetta Stefanizzi La Rosa

e-mail: messinamac@virgilio.it

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Nasce a Messina la “Famiglia Camilliana Laica” (FCL)

Domenica 26 febbraio 2012, nella Parrocchia San Camillo di Messina, nella ricorrenza del secondo anniversario del dies natalis di Padre Gino Cisternino, durante la solenne Concelebrazione Eucaristica, presieduta dal Superiore Provinciale, P. Rosario Messina, si è costituita la Famiglia Camilliana Laica con la promessa dei primi diciotto membri. Presenti il presidente della FCL della Provincia Siculo Napoletana, dott. Giosuè Sparacino, giunto appositamente da Palermo, e il presidente della FCL di Acireale, Rossella Trovato. La Famiglia Camilliana Laica, opera propria dell’Ordine Camilliano, è un’associazione che riunisce quanti si sentono chiamati, nella propria condizione laicale, a vivere gli impegni battesimali testimoniando l’amore del Signore verso i malati e i sofferenti, secondo il carisma e la spiritualità di San Camillo de Lellis. Gli stessi si impegnano a collaborare con i Religiosi Camilliani nei progetti di evangelizzazione del mondo della salute e nelle iniziative missionarie. Messina, 1 marzo 2012 Dott. Giovanni Campo Presidente FCL di Messina

A.V.U.L.S.S. (Associazione per il Volontariato nelle Unità Locali dei Servizi Socio-sanitari)

A.V.U.L.S.S. (Associazione per il Volontariato nelle Unità Locali dei Servizi
Socio-sanitari) è espressione di un servizio volontario organizzato nell’opera di
solidale accoglienza delle persone in situazione di disagio e di
sofferenza, di stimolo per i cittadini nella presa di coscienza di
diritti e doveri di una cittadinanza attiva, di attività e servizi
territoriali con sistema di rete. I volontari sono tenuti a seguire
percorsi di formazione di base, permanente (tre livelli: sociosanitario,
psicologico e teologico-spirituale) e settoriale,
programmati ed attuati in collaborazione con l’OARI (Opera
Assistenza Religiosa Infermi) di cui l’AVULSS è emanazione.
L’associazione AVULSS di Messina svolge la sua attività di
volontariato nei seguenti ambiti:
Segretariato sociale attraverso numeri telefonici pubblicizzati
sulla Gazzetta del Sud e lo sportello sito in Via Romagnosi 46
per l’accoglimento di richieste di aiuto e di informazioni utili.
Settore dell’Assistenza domiciliare a favore delle famiglie,
supportandole nella assistenza a domicilio al congiunto ammalato,
al malato oncologico, anziano, non autosufficiente
Settore strutture ospedaliere: Az. Policlinico, Az. Papardo-
Piemonte, Casa di Cura S. Camillo a favore dei degenti per un
servizio di ascolto, accoglienza, informazione, sostegno, accompagnamento,
piccoli servizi di ordine pratico a collaborazione
del personale sanitario e parasanitario secondo protocolli
di intesa, per promuovere un clima di umanizzazione, attraverso
la sollecita attenzione al malato, nel rispetto di specifici ruoli e
compiti
Assistenza ai disturbati mentali: è svolta da un gruppo di
Volontari presso la C.T.A. dell’ex Mandalari per attività di
animazione, attività pratico operative, programmazione di
uscite e giornate ricreative a Messina e dintorni

“Pellegrini … nell’amore di Cristo” – Via Crucis 2012

 

“Pellegrini … nell’amore di Cristo”

 

“Sperare è credere, sperare è lottare, sperare è resistere. Resistere all’ombra del salice che non si vuole consolare …”! Sì, la Via Crucis che la Consulta delle Aggregazioni Laicali e l’Ufficio per i Problemi Sociali e il Lavoro hanno voluto organizzare è stata segno di speranza per questa città che vuole ancora lottare, sperare, resistere, nonostante un degrado sociale e politico sempre più crescente.

Percorrendo le strade della nostra “terra”, abbiamo sentito forte il senso della “memoria”; una memoria che “non dev’essere nostalgia del passato”, come ha affermato il Vicario Generale Mons. Carmelo Lupò, ma “forza trainante che ci deve far guardare avanti senza rimpianti e con la certezza della Resurrezione”!

Via Cesare Battisti, via Tommaso Cannizzaro, piazza Cairoli, via Natoli, piazza stazione ci hanno ricordato che questa città non vuole e non può morire, ci hanno invitato a “credere” che qualcosa possa ancora cambiare, perché durante il cammino abbiamo compreso “che Gesù passa per il Getsemani, consolando l’angoscia dell’uomo di fronte al dolore incomprensibile. Passa per il Sinedrio e per il Pretorio, riscattando la dignità di ogni condannato alla solitudine. Passa per le strade di Gerusalemme, redimendo, con i Suoi terribili dolori, tutte le categorie umane che incrociò nel Suo percorso. Passa per le colline del Golgota per tirare fuori gli uomini dall’abisso della disperazione e del peccato”.

Luoghi vivi e di antiche tradizioni “che non devono portarci a piangere su noi stessi”, come ha sottolineato il Segretario della Consulta, Dino Calderone, ma che devono farci guardare avanti, chiedendo l’aiuto di Dio Padre per tutti coloro che “soffrono per la perdita del proprio lavoro, sentendosi abbandonati da qualunque tipo di istituzione”.

A loro, e a noi, mercoledì 28 marzo abbiamo voluto dire che ci sono tanti Cirenei pronti a prendere la mano di chi non riesce a sostenere il peso della propria croce, camminando come “pellegrini …nell’amore di Cristo” verso la gioia della Pasqua: festa della vita, festa della speranza, festa della vera gioia!

Il 28 marzo 2012 sarà una data che non dimenticheremo facilmente perché tanti “pellegrini”, provenienti da diverse parrocchie, movimenti, gruppi e istituti religiosi della diocesi hanno voluto dare testimonianza che “INSIEME” qualcosa si può costruire, che senza divisioni, né barriere possiamo andare “oltre le mura”, che mettendo da parte il proprio io, si può vivere il “noi”…!

Allora sì, che questa Via Crucis non è una delle tante che potrebbero non lasciare alcun segno, ma è la “Via della Croce” che ci fa dire insieme a Cristo, morto e risorto: “Sperare è credere, sperare è lottare, sperare è … NON MORIRE MAI”!

[Andrea Pinesi]