Avvento ….. è sobrietà

CARITA DIOCESANA – UFFICIO LITURGICO DIOCESANO e MEIC (Movimento ecclesiale impegno cristiano)

Avvento è …..sobrietà

Il nuovo anno liturgico si inaugura con il tempo di Avvento. .

Infatti, se avvento significa attesa di Cristo che viene, ne consegue che l’avvento non dura solo alcune settimane, ma una vita intera.

Tempo di attesa vigilante e di speranza quello dell’avvento, ma anche di un invito al cambiamento e a uno stile di vita più autenticamente cristiano. In più occasioni la Parola di Dio d’Avvento invita alla revisione di vita per poter gioire alla presenza del Signore che viene. La Chiesa ponendosi in ascolto di Gesù Maestro di verità e fonte di riconciliazione (Colletta alternativa, I domenica di avvento) è richiamata “a comportarsi onestamente, come in pieno giorno, non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie” (Rom 13,13 II Lettura II domenica) vigilando attentamente sul proprio comportamento (Mt 24, 37-44 ), e coltivando la pazienza dell’agricoltore (Cfr. Gc 5,7 II lettura III domenica). Tra le figure dell’avvento domina quella di Giovanni Battista che, con la Sua austerità e povertà interiore, costituisce una testimonianza vivente su come prepararsi ad accogliere il Regno di Dio attraverso una conversione, autentica e senza ipocrisie (Vangelo della II Domenica ) .

E’ sintomatico come nella III domenica di avvento, chiamata della gioia, Gesù annuncia la liberazione integrale dell’uomo attraverso i segni che compie. Il discepolo di Cristo è chiamato ad aderire al progetto di liberazione dicendo “no” a una vita dedita al consumo dei piaceri . La povertà scelta volontariamente da nostro Signore e la scelta preferenziale per gli ultimi e i poveri impone necessariamente a un cambio di stili di vita.

Ma si può cambiare se si mettono in discussione i comportamenti ritenuti errati: possesso dei beni, uso del denaro, consumo. Sono necessarie scelte ispirate a sobrietà, essenzialità e solidarietà.

La sobrietà non è una privazione, è una liberazione. Il distacco dalle cose superflue è alleggerire la nostra vita, è libertà.

L’essenzialità è scuola di vita e di sapienza. Ci educa a saper distinguere le cose fondamentali e necessarie da quelle secondarie o superflue.

La solidarietà è scelta di condivisione, è esperienza di fraternità, è dovere di giustizia sociale. Animata dalla carità, la solidarietà è espressione di autentica umanità ed è fonte di coesione sociale.

L’attuale Pontefice ha ricordato che “E’ necessario un effettivo cambiamento di mentalità che ci induca ad adottare nuovi stili di vita, nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti” (Benedetto XVI, Caritas in Veritate n.51)

La sobrietà parte “dal basso” dalle piccole cose e dovrebbe essere portata avanti a tre livelli: individuale, collettivo e politico. La scelta di sobrietà poggia su alcuni imperativi.

Per i ragazzi

* Natale aperto al mondo: rinunciare ad una parte dei regali di Natale per proporre la sottoscrizione ad una adozione a distanza.

* Non tutti siamo uguali: fare una ricerca per confrontare come noi e i ragazzi in paesi in via di sviluppo si gioca, ci si nutre…si utilizza il proprio tempo.

* Un negozio diverso: organizzare una visita ad una delle “botteghe del mondo” nella nostra zona. Utili indirizzi si trovano in “Commercio equo e solidale”.

Per i giovani

* Ti regalo la mia presenza: organizzare e partecipare a feste senza regali.

* Osservatorio degli sprechi: documentarsi su ciò che si spreca in ristoranti, ospedali, case per anziani, amministrazioni pubbliche… parrocchie. Scopo è conoscere e far conoscere.

* Comincio da me: interrogarsi su quanto spreco in abiti firmati, cosmetici, apparecchiature elettroniche …uscite del sabato sera.

Per le famiglie

Rivalutare, vuol dire ridare valore alle piccole e semplici cose del quotidiano; saper valorizzare le cose nella giusta misura e nella loro completezza.

  • Preferisci quando hai la possibilità, con una bella giornata fare una passeggiata e gustare i profumi delle natura o giocare al computer?
  • Ogni volta che saliamo in automobile, domandiamoci: è davvero indispensabile che io usi questo mezzo?
  1. Ridurre ci impegna a limitare i nostri bisogni ed i nostri consumi all’essenziale. Prima dell’acquisto, chiediamoci se il prodotti è indispensabile.
  • Spegni le luci quando non ti servono o chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti ?
  1. Recuperare significa utilizzare lo stesso oggetto finché è servibile e valorizzare tutto ciò che può essere rigenerato.
  • Utilizzi più volte il sacchetto di plastica o vai a fare la spesa con la vecchia già usata?
  1. Riciclare è un modo per evitare l’esaurirsi delle risorse, ma anche per risolvere, parzialmente, il problema dello smaltimento dei rifiuti.
  • Acquisti la frutta senza la vaschetta in polistirolo?
  1. Riparare vuol dire accomodare un oggetto per riutilizzarlo e non gettarlo al primo danno.

Fai riparare le tue scarpe o ne compri delle altre quando sono rotte? Lontano da te qualcuno cammina senza………….

Ridistribuire è impegno a condividere le cose che abbiamo, a promuovere una più equa distribuzione dei beni della terra, ma anche a mettere a disposizione le proprie capacità e doni.

Quando hai un indumento che ritieni di non utilizzare o degli alimenti che pensi non puoi consumare li dai a chi ne ha più bisogni o li getti e basta?

  1. Rispettare significa usare con cura e rispetto il prodotto del lavoro altrui e farlo durare nel tempo.
  • Fai attenzione quando avvisti un incendio a segnalarlo ai VV.FF. o alle autorità preposte?

Altre proposte per nutrirsi della Parola di Dio e aprirsi al cambiamento:


“Nel deserto preparate la strada del Signore” (Mc 1,3): superare le tentazioni e prove della vita per trovare Dio. Leggere: Deuteronomio cap. 8.


“Che cosa dobbiamo fare?” (Lc 3,10): conversione vuole cambio della testa e del cuore. Leggere Luca 3, 1-20.


“Ecco l’Agnello d Dio” (Gv 1,29): cambiare per potere incontrare Gesù e diventare suoi discepoli per sempre. Leggere Giovanni c. 1,19-39.


“Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3,30). Fino a dare la vita per Gesù. Leggere Marco 6,17-29.

Per contattarci: 090 6684226

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PRESENTAZIONE

IDENTITÀ, NATURA E FINI (dallo Statuto) La Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali (CDAL), organismo comunionale della Chiesa locale, promosso dalla CEI è:– l’espressione e lo strumento della volontà delle aggregazioni laicali di apostolato, presenti e operanti nella Chiesa che è in Messina – Lipari – Santa Lucia del Mela, di valorizzare la comunione e la collaborazione tra loro e di accrescere l’unità e la comunione del popolo di Dio;

– il luogo nel quale esse vivono in forma unitaria il rapporto con l’Arcivescovo e la Chiesa locale, offrendo la ricchezza delle loro possibilità apostoliche e accogliendone fattivamente i programmi e le indicazioni pastorali.

La CDAL in comunione con l’ Arcivescovo e nel modo suo proprio, collabora con il Consiglio Pastorale Diocesano. Mantiene i rapporti con la Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali e con l’analoga Consulta Regionale e mantiene il dialogo con gli Organismi comunionali diocesani, il Consiglio Presbiterale, i Consigli dei Religiosi e delle Religiose, con gli Uffici Pastorali Diocesani, con la Caritas, con il Seminario Arcivescovile e con gli Istituti teologici.

La CDAL mantiene i più stretti legami di comunione ecclesiale con l’ Arcivescovo, col quale il Comitato Animatore concorda le convocazioni di assemblea al fine di poterne assicurare la presenza. Segno della permanente comunione della CDAL con l’Arcivescovo è la presenza del Vicario Episcopale per l’ Apostolato dei Laici (o il Delegato), che è l’animatore spirituale della Consulta e mantiene un costante rapporto di riferimento e di consultazione con l’ Arcivescovo. Lo stesso Comitato Animatore con il Vicario Episcopale per l’Apostolato dei Laici riferisce all’Arcivescovo del cammino della Consulta e del Comitato.

La CDAL, nel rispetto dell’identità e di compiti delle singole aggregazioni, si propone di:

– valorizzare la forma associata dell’apostolato dei fedeli laici, richiamando costantemente il suo significato nel quadro di una comunità ecclesiale caratterizzata dalla compresenza, partecipazione e corresponsabilità di tutte le componenti ecclesiali, tutte al servizio della comunione e della missione nella specificità dei diversi ministeri e carismi;

– promuovere e favorire la reciproca conoscenza, stima, amicizia e lo scambio di idee e di esperienze;

– far crescere uno stile e una prassi di laicato maturo e responsabile, in uno spirito di comunione e collaborazione, primariamente “facendo la verità nella carità”, anche attraverso iniziative di studio e riflessione, di dialogo e di confronto, di verifica, per una più attenta e più responsabile partecipazione alla vita pastorale della Chiesa da parte delle singole aggregazioni;

– approfondire l’esame della realtà ecclesiale e sociale della Diocesi, operare nella Chiesa locale in forza, in virtù e a beneficio della stessa Chiesa locale, con una sua specifica proiezione nel Consiglio Pastorale Diocesano e formulare proposte in vista dell’elaborazione degli orientamenti e delle linee pastorali della Chiesa locale;

– assumere gli orientamenti pastorali generali della Diocesi, nel quadro del piano pastorale della CEI e delle indicazioni specifiche della CEI e della CESI, sollecitando e sostenendo la mediazione delle singole aggregazioni;

– promuovere iniziative comuni con il consenso e la partecipazione delle aggregazioni aderenti, in ordine a istanze e problemi di particolare attualità e rilevanza, nell’ambito dell’evangelizzazione del territorio e dell’animazione cristiana dell’ordine temporale;

– promuovere il dialogo e la collaborazione con i Vicariati e le Parrocchie e sostenere in merito l’ attività delle aggregazioni per una maggiore e più consapevole assunzione di responsabilità da parte del laicato.

Fanno parte della CDAL le aggregazioni aventi carattere nazionale,o regionale o diocesano riconosciute o erette dall’ Autorità Ecclesiastica competente, sia che si tratti di associazioni e di terzi ordini, sia che si tratti di movimenti, di gruppi o di altre forme similari, purché dotati di regolare statuto ai sensi del can. 304 e rispondenti ai criteri di ecclesialità indicati dall’ Esortazione Apostolica Christifideles Laici (n. 30).

L’accoglimento della domanda spetta all’Arcivescovo, sentito il parere del Comitato Animatore della CDAL, e comporta l’inserimento nella CDAL e l’impegno alla partecipazione con i diritti e i doveri dei membri.

Possono essere chiamate dall’Arcivescovo a far parte della CDAL aggregazioni per la specificità, emblematicità e particolare incidenza apostolica d’ambiente. Per le stesse motivazioni la CDAL può proporre all’Arcivescovo l’inserimento in Consulta di altre aggregazioni.